Meditazione VIPASANA con Lama Tashi

Il termine tibetano per definire la Meditazione è Gom, che vuol semplicemente dire familiarizzare

Con cosa? Con se stessi. Familiarizzare con la propria mente vuol dire osservare, senza fare assolutamente nulla, ma limitarsi a guardare qualsiasi azione che la nostra mente compie senza disturbarla, senza prevenirla o reprimerla. Siamo spettatori della nostra mente, un po’ come guardare un film al cinema.  In effetti, limitandoci a osservare la mente, lentamente la svuotiamo dai pensieri e attraverso la pratica costante della meditazione tibetana cominciamo ad attivare una maggiore concentrazione e consapevolezza di noi stessi.


Tralasciando il fatto di essere buddisti, la pratica della meditazione tibetana consente importanti benefici nella quotidianità. 

Ognuno di noi è quotidianamente messo a dura prova da svariati pensieri e problemi, reali o addirittura immaginari, tanto da provare difficoltà nel mantenere quella minima concentrazione mentale che consente di rimanere calmi, vigili e presenti.

La meditazione tibetana è in questo un efficace metodo che consente di ritrovare serenità e calma mentale, riuscendo a migliorare la qualità della nostra giornata e della nostra vita.

La pratica della meditazione tibetana consente di non farsi condizionare eccessivamente dalle quelle emozioni esterne disturbanti, causa di problemi per noi stesse e per chi ci sta intorno, riuscendo a far mantenere la concentrazione e a far assumere un comportamento il più possibile etico e in armonia con il mondo.

Ci sono molte e diverse tecniche di meditazione tibetana , così come numerosi sono gli aspetti della mente con cui dover prendere dimestichezza. Ogni tecnica della meditazione tibetana si caratterizza per specifiche funzioni e benefici specifici.

Costi:

25€ singolo incontro

100€ Ciclo completo


Le tecniche di meditazione tibetana possono essere suddivise in due grandi gruppi: quello della meditazione stabilizzante e quello della meditazione analitica.


a) La meditazione stabilizzante sviluppa la capacità di concentrazione su un preciso punto, rappresentando un pre-requisito per ottenere qualunque realizzazione duratura nella pratica.

Viene anche definita meditazione Samatha. La meditazione samatha si basa sulla consapevolezza del respiro, attraverso l’osservazione prolungata (per almeno 15-30 minuti) delle fasi di inspirazione ed espirazione in uno dei punti in cui è più netta la sensazione del respiro che entra e circola nel corpo. Grazie alla meditazione samatha, è possibile focalizzare l’attenzione distogliendola dalle emozioni negative, come la rabbia, l’ansia, l’invidia e il rancore. 


b) La meditazione analitica invece stimola il nostro pensiero creativo e intellettuale, determinante per il nostro sviluppo: il passo fondamentale per ottenere una reale coscienza intuitiva è capire concettualmente la realtà delle cose.

Viene anche definita meditazione Vipasana. La consapevolezza di sé e del proprio corpo non deve limitarsi al momento della giornata dedicato alla pratica. In qualunque momento della giornata, colui che pratica questa forma di meditazione deve sforzarsi di essere consapevole di ciò che sta facendo, delle sensazioni che prova e della propria attività mentale.  

Questa chiarezza concettuale si trasforma poi in certezza e, unita alla meditazione stabilizzante, costituisce la porta della conoscenza diretta e intuitiva. 


MEDITAZIONE VIPASANA

Vipassana è una parola in pali, la lingua dei primi testi buddisti, che significa “vedere in profondità”, “osservare le cose così come sono in realtà” (e non come appaiono). Il termine si compone del prefisso vi- (traducibile con "in maniera speciale") e la radice -passana, che deriva dal verbo pali "osservare", "guardare".


Origini

Le origini della Meditazione Vipasana precedono l’avvento del Buddhismo, anche se fu proprio il Gautama Budda a riscoprirla e diffonderla, 2500 anni fa, come metodo per uscire da ogni tipo di sofferenza.

Nata in India come tecnica spirituale, questa forma di meditazione non rientrava in nessun corpus religioso o filosofico. Scopo della meditazione vipassana è raggiungere la comprensione della vera natura della mente e della materia.

Praticata da religiosi e laici di ogni nazionalità, la meditazione vipassana consiste in una tecnica pratica di auto-osservazione, che conduce alla graduale purificazione della mente e alla piena consapevolezza di sé e del proprio corpo.


La finalità della Vipasana non è quella di curare malattie fisiche, anche se, come conseguenza della purificazione mentale, diversi disturbi psicosomatici scompaiono.

In effetti, la meditazione vipassana è in grado di eliminare le tre cause di ogni sofferenza.

Grazie alla continua pratica, la meditazione allenta le tensioni della vita quotidiana e scioglie i nodi prodotti dalla consueta abitudine di reagire in maniera squilibrata alle situazioni piacevoli e spiacevoli. Più si pratica la Meditazione Vipasana e più rapidamente le negatività si dissolveranno.

Gradualmente, la mente si libera dalle impurità, divenendo sempre più pura. E una mente pura è sempre piena di amore, amore disinteressato per gli altri, compassione per le debolezze e le sofferenze altrui; una mente gioiosa dei successi e della felicità del prossimo, piena di equanimità in ogni situazione.

Quando si giunge a questo livello, tutto l'andamento della vita cambia. Diventa impossibile commettere, verbalmente o fisicamente, qualcosa che possa disturbare la pace e l'armonia di chi ci è intorno.

Al contrario, la mente equilibrata non solo diventa piena di pace in se stessa, ma diffonde pace e armonia verso l’esterno, nell’atmosfera circostante, e ciò inizia a influenzare anche gli altri, aiutandoli.


Sedi: MONZA Via Bergamo 11 - CINISELLO Via Risorgimento 90

Collabora con: International Association of Yoga, Paramanand Institute e Yoga Teacher Federation.

Contatti: Tel. 338.7053573 - info@sathyayoga.academy



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